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lunedì 27 gennaio 2014

Per non dimenticare.

A molti sembrerà scontato, per me invece è giusto scrivere qualcosa su questo giorno importante, il "Giorno della Memoria".

Riguardando foto, servizi, documentari, non riesco a capacitarmi della ferocia e dell'insensibilità di certa gente.
Ma soprattutto non riesco a capire dove quelle povere vittime indifese, riuscissero a trovare la forza e il coraggio per andare avanti.

La sofferenza, il dolore, le ferite, l'angoscia, la paura.

Ci lamentiamo spesso dei nostri piccoli problemi giornalieri, io sono la prima, senza pensare che nulla di tutto ciò è paragonabile a quello che hanno passato loro.

La fame, la morte, la perdita della libertà.

Ancora mi chiedo come un essere umano possa decidere chi tenere in vita o lasciar morire.
Nessuno di noi comuni mortali ha il potere di decidere per la vita altrui.
Però siamo in grado di difenderla.
Per questo il mio pensiero va a tutti coloro che in quel periodo si sono sacrificati, a tutti coloro che hanno lottato per vivere o per difendere la vita di qualcuno. Ma soprattutto a tutti quei bambini indifesi che hanno interrotto la loro vita per le scelte sbagliate e per la pazzia di gente più grande.

Difendo ancora a spada tratta l'uguaglianza tra persone, non esiste il colore, non esiste il denaro, non esiste la religione. Esiste solo il cuore, la bontà e l'amorevolezza.
Per questo, nonostante il mio pensiero possa essere utopico, io spero che un domani possiamo vivere tutti nella PACE, perchè ancora oggi le stragi non sono finite.
Anche se queste notizie non si sentono al Tg, migliaia di gente muore per mano di uomini sconsiderati.

In questo giorno ricordiamo, per non sbagliare più.

giovedì 23 gennaio 2014

Era una giornata buia e tempestosa.......

Ieri sera tentavo invano di scrivere un post dal mio cellulare, mi seccavo accendere il computer. Sono riuscita a creare solo una bozza "intitolata".

Povera me bestiolina.
Volevo rendervi partecipi della giornata pessima che ho avuto e, di come mi sentivo male e inutile.

Ieri ho sostenuto la prova parziale del mio esame (lo scritto in poche parole), e non è andato come speravo. Non l'ho superato. Inizialmente l'avevo presa con filosofia, pensando che tra due settimane ci sarà un altro appello, poi mi è calata la depressione in un baleno.

Ero e sono parzialmente sicura di non farcela, sono geroglifici per me.
Ho pensato seriamente di non farcela più, di mollare, di aver scelto una strada sbagliata, troppo difficile per me e per il mio cervellino.

Effettivamente due anni fa ero indecisa se prendere questa strada, perchè spaventata dalla difficoltà. Ma l'esigenza di un'occupazione futura era la priorità.
Spesso ho queste crisi dove mi butto giù e, decido di scacciare quel poco di autostima rimanente così da potermi piangere addosso (a little bit).

Poi però provo a riprendermi cercando di colmare i brutti pensieri con pensieri buoni e positivi, guardando a quelle mete raggiunte con ottimi risultati sembrate tempo prima montagne insormontabili.

Insomma, ieri per me è stata una giornata cupa, dove sarei stata a dormire tutto il tempo, abbracciata al mio piumone, però il dovere chiamava e io accorro come sempre.

Oggi la giornata si prospettava come quella di ieri, mi sono alzata triste e sconsolata.
Non volevo andare a guardare gli orali dei 3 miei colleghi superstiti, però dovevo anche guardare l'obbrobbrio fatto.

Raggiungo l'uni, guardo l'orale della prima ragazza e nonostante non sia andata brillantemente il prof le assegna un bel 28.
La seconda è la mia amica e collega, poverina entra nel panico e si blocca su ogni domanda.
La rimanda e mi sento in colpa per aver provato un pochino di invidia il giorno prima per il suo esito positivo dello scritto.

La consolo, ed è strano come il modo di vedere le cose cambia da un momento all'altro. Nel tirare su lei, tiravo su anche un pochino il mio umore. Nel tentativo di darle forza ma soprattutto motivazione, mi motivavo anche io.

Ovviamente non sono tornata ad essere la ragazza più felice e contenta di questo mondo, però so che con tanto tanto tanto tanto impegno e mettiamoci in mezzo pure tanto tanto "lato B" , gli obiettivi si raggiungono (si spera).

Adesso non mi resta che sfondarmi di studio. Mia madre mi ha proposto un affare,
(che di affare non ha un bel niente),
mi sveglia e mi prepara la colazione tutte le mattine se mi alzo per studiare alle 6 e mezza.

Ahahahah, non è una battuta. Però è l'unica cosa necessaria. La mente libera e riposata.

Non vado a zappare la terra se no dovrei svegliami ancora prima, quindi mi conviene studiare.

Baci e abbracci cari amici.
La vostra "desperate student" Ludo.


lunedì 20 gennaio 2014

Lunedì bestiale.

Autoconvinciamoci che oggi è domenica, e la giornata passerà liscia.
Così dicevano.
Purtroppo oggi è lunedì e addio poltroneggio compulsivo.

Vabbè che per me non è concessa neanche la domenica per poltroneggiare, i miei genitori e la mia coscienza mi tormentano 16 ore su 24. 


(Escludendo quelle poche ore dedicate al riposo, anche se spesso mi vengono a trovare pure nei sogni.)

Sorvoliamo.

Dopo una lunga e tormentata notte, nella quale ho lottato contro il letto per addormentarmi, opto per spostarmi sul divano della cucina, magari lì sarò più fortunata.

E sonno fu per miracolo.
Peccato che stamattina mi sia svegliata come una giraffa con il collo rotto.
 

Nonostante il sonno bestiale che mi affligge, mi alzo per non sentire il solito lamento di mia madre: "Fino a tre anni non mi hai fatto dormire e adesso dormi più dei materassi" oppure la variante è quest'altra: "Dommi dommi, non fai mai nenti, ci sunnu tanti subbizza i fari" (only per siciliani).

Preparo la colazione per entrambe e accendo la tv. Lei nel frattempo parla al telefono raccontando ogni dettaglio del suo finesettimana a qualcuno. 

Mi accoccolo sul divano con la mia maxi tazza di thè, e mi preparo psicologicamente alla lunga giornata di studio matto e disperato. Ricordo per chi se lo fosse perso che ho un esame imminente (pregate per me).

Finisco il thè (troppo presto) e mi dirigo nella mia tana sconsolata.

Il buongiorno si vede dal mattino, e io l'ho visto molto bene. -.-"

Dalla giraffa infortunata e addormentata buona giornata!


lunedì 13 gennaio 2014

Gli studenti mi capiranno.

Quest'immagine mi rappresenta alla perfezione.
Non c'è nient'altro da dire, il mio post finisce qui. Addio.
.
.


E invece no, sono disperata e devo raccontarlo a qualcuno.

Mancano esattamente 8 giorni al mio esame, e io sono in altissimo mare, la mia barca sta affondando e le onde dell'abisso del non-sapere mi stanno risucchiando.
Ma perchè ogni anno finisce così? Mi riprometto di studiare, di ammazzarmi di lavoro, di abolire definitivamente la mia vita sociale, di diventare un eremita barbuto e invece mi cullo sul fatto che "c'è ancora tempo".
FRASE TENTATRICE!
 
A Natale il tempo non è mai abbastanza, tra un'abbuffata e l'altra passano le ore e i giorni, e come per magia ti ritrovi alla vigilia del tuo esame senza capire quale delle tre sorelle Halliwell  ti abbia mandato avanti con il tempo.

 Adesso devo organizzarmi lo studio in modo tale da capire e assimilare tutta la chimica organica in questo brevissimo lasso di tempo.

Programma:


ore 8:00 sveglia

ore 8:30 inizio a studiare
ore 14:00 pranzo
ore 15:00 riprendo a studiare
ore 21:00 cena
ore 22:00 studio

 e sicuramente
 
ore 22:01 collasso definitivo.

No no no no no no no non ce la posso fare. Help!
Mi servirebbe la scienza infusa, qualcuno me la regala?

domenica 29 dicembre 2013

Ritorno al presente!

Con grande rammarico vi annuncio che SONO TORNATA A CASA, in Sicilia.

Aprire il portone di casa è stato traumatico, (per la puzza di chiuso in primis, ma sorvolerei questo dettaglio); 

l'intero palazzo mi portava ad una conclusione, molto drammatica:

"ADESSO SEI A CASA, quindi abbandona la tua aria felice di festa, rinuncia alla spensieratezza e al relax e, torna alla tua normale vita".


In poche parole, da domani si torna a studiare.


La pacchia è finita ragazza, metti la testa a posto.
Però come dicevo ieri notte, in preda al mio *stream of consciousness*, sono parzialmente felice di essere tornata.

Il primo motivo è che rivedo le mie nonnine dolci e carine, il secondo è che rivedo i miei amici, il terzo è che fondamentalmente "CASA è SEMPRE CASA".
 

Sei libera di fare ciò che vuoi, ti senti al sicuro e accolta. (magari poi ti annoi a morte stando dentro, però rimane sempre il tuo rifugio tranquillo).

Tornando a noi, come ogni ritorno a casa si valutano le cose del tempo passato fuori.
Nonostante l'ultimo giorno mi sia quasi ammazzata con mia madre, quasi ammazzata con mio padre e sull'orlo "dell'ammazzatura" con mia sorella (a volte io e la mia famiglia non ci comprendiamo bene), devo dire che è stata una bella vacanza.


Bisogna apprezzare tutto come viene, e io apprezzo ciò che mi viene dato giornalmente, non tutti hanno la fortuna che ho io: avere una bella famiglia (strana), che mi ama a tal punto da cercare di rendermi felice in ogni modo.

*andando sulla neve, yeeeaaah*

Quindi questo pensiero lo dedico a loro, vi voglio bene.

*ma come sono dolce*.

Adesso, dopo aver assaporato una bella tazza di thè mi dirigo a leggere il mio nuovo libro "Il prigioniero del cielo" di Carlos Ruiz Zafòn, noto a tutti (o quasi) per aver scritto "L'ombra del vento".

Mi aspetto grandi cose da te o caro libro, non deludermi.
Tanti baci lettori affezionati

Buonanotte
dalla vostra Ludo.

Pensieri Notturni.

Sono l'1:40 e, dopo aver finito di preparare le valigie, mi metto a letto pensando a questa settimana che è volata.


Sono distrutta, quindi non fate caso al modo e a ciò che scrivo (in caso).


Facendo un resoconto generale prima della partenza, mi porto a casa:
Mal di gola,
Spalle/gambe/polpacci/schiena/ginocchia/braccia DEVASTATE,
Un pizzichino di stress in meno,
Un bel po di voce in meno (sono completamente afona),
6 kg in più (sicuramente),
Tanta tristezza.

Tutto sommato, nonostante la voglia di rimanere, è giusto tornare a casa e riprendere i contatti con il mondo reale, anche perchè si rischia di alienarsi completamente.


*Pirandello avrebbe scritto un libro sull'alienarsi a Rocca di Mezzo.*


Si sono fatte l'1:50 e domani si parte in mattinata, sarà una giornata lunga.

Anche se probabilmente non leggeranno questo post, dedico il mio pensiero alla mia comitiva (se non ci fossero stati sarebbe stato diverso), e a Antonella, a Velia , Andrea e Giuseppe.

Dormo va,
Buonanotte ragazzuoli che mi leggete con pazienza.
xoxo Ludo.






venerdì 20 dicembre 2013

Amici e vadditi.

Buongiorno ai belli, buongiorno ai brutti, buongiorno ai lontani e buongiorno ai vicini.
Ormai siamo di casa, quindi vi parlo come se fossimo fratelli.


Vi parlerò oggi di una cosa che mi è successa ultimamente, e devo dire che mi ha turbato parecchio (assaissimamente assai).


Si puo' abbandonare un'amicizia "più che forte" per delle discussioni banali?

Vi anticipo la risposta: Si.
Ovviamente qui entrano in ballo certe frasi piuttosto scontate (perle di saggezza così tanto riciclate, da far venire la nausea), della serie: "Se l'amicizia è vera non finisce mai".




Ammettendo che l'amicizia fosse falsa, se non riuscissi a rinunciarci come dovrei fare?

La mia vecchia mamma (vecchia sinonimo di saggia) dice sempre: "Devi abituarti a queste situazioni, perchè te ne succederanno molte e tu starai male, ma la gente non si curerà di te.
Anche la persona che consideri più vicina a te può spezzarti il cuore e tradirti."





Purtroppo per me, sono una persona che si affeziona, e non riesce ad abbandonare nessuno nonostante mi abbia pugnalato alle spalle.
Amo vivere in pace con il mondo, e se qualcosa non va ci rimango molto male.

Soprattutto se, sulla persona in questione, o sull'amicizia ci avevo scommesso tanto.



Inutile farsene una colpa, inutile ripensarci, inutile stare male, inutile rincorrere, inutile cercare di recuperare le briciole rimaste.

Le uniche cose da raccogliere sono l'affetto e la speranza; conservarle in un cassetto nascosto del nostro cuore, e riprenderle solo in caso di emergenza.

Niente torna come prima, un vaso rotto anche se ricomposto non sarà più lo stesso.
Vado a farmene una ragione.

*L'amico è colui che ti ama incondizionatamente, per tutto il tempo della sua vita*

Ludo.