Mi sembra passata un'eternità dall'ultima volta che ho scritto quattro parole in fila su questo blog. Eppure non me ne sono dimenticata, ogni giorno pensavo di buttare giù qualche pensiero, ma la pigrizia aveva la meglio.
Diciamo che la pigrizia non è proprio la colpevole per eccellenza, ma anche il milione di cose da fare e lo studio si mettono in mezzo.
Ne sono successe di cose in questo piccolo-lungo periodo di assenza.
Per prima cosa ho finito le lezioni della mia laurea triennale, definitivamente, non mi rimane che darmi le materie rimanenti, iniziare il tirocinio e laurearmi con un calcio nel didietro.
E' un pochino angosciante pensare che stia tutto quasi per finire, anche se voi starete pensando che di studiare non si finisce mai.
Pensare al primo giorno di università, vivendo l'ultimo ti fa sentire vuoto. Nella mia mente penso/avo, ma che ho combinato in questi tre anni? Ho la sensazione di non aver fatto nulla, di non aver vissuto pienamente. Eppure ho studiato come una pazza psicopatica, disposta a vendere un organo pur di superare alcune materie. Se ci penso bene, avevo visto tanti ostacoli davanti a me, ma proprio tanti. E continuo a vederne tuttora, ma piano piano, ad uno ad uno, sto riuscendo a oltrepassarli.
Non mi complimento abbastanza con me stessa ora che ci penso su.
Mi meraviglio quei pochi istanti felici, ma poi ritorno nella mia tana fatta di complessi e timori. La mia autostima non è mai stata ai massimi livelli, arriva raramente ai livelli medio bassi.
Insomma, nonostante sia una fifona,ansiosa,complessata ragazza, ce la sto facendo con le mie forze. Senza il minimo aiuto/supporto. Neanche i miei genitori sono capaci di supportarmi a volte, mascherano tutto dietro la frase: non ne capisco di chimica, è inutile che mi parli di queste cose. Mentre non ci pensano due volte a chiedermi che voto mi hanno dato. Ma inutile toccare queso argomento. Anzi penso di aver perso pure il filo del discorso.
Al secondo posto delle news c'è "rullo di tamburi": un lavoro!!!
Non ce l'ho ancora, ma lo sto cercando per questa estate. Ho deciso che voglio guadagnare qualcosina, così da potermi permettere una vacanzuola con i miei amici, senza dover dipendere dalle tasche di papà.
Sono molto determinata e devo riuscire a farcela, anche perchè il mondo del lavoro l'ho visto sempre da lontano, non mi ha mai toccato. Adesso, sarà che sono ormai grande, e che c'è gente che cresce figli alla mia età, voglio diventare risponsabile e autonoma a tutti gli effetti. CPF.
Al terzo posto: c'è una minivacanzuola.
Questo fine settimana prolungato, da sabato a lunedì, sono andata con la mia famiglia e con alcuni amici, in Calabria.
Sono stata in un villaggio dove regnava il silenzio, anzi si sentiva solo il cinguettio degli uccellini. C'erano alberi e lunghe distese di verde. Se chiudevi gli occhi viaggiavi in un mondo parallelo. Qualcosa di veramente magico. In più c'era un panorama da URLO.
Però,però,però,però,però: ci sono anche dei contro. Era molto isolato e, a lungo andare si sarebbe stancato pure l'eremita di turno. Un finesettimana va bene, ma un mese già uscirei pazza.
Tirando le somme e le differenze, mi sono rilassata parecchio e, sono riuscita pure a studiare. yuhu.
E infine, dulcis in fundo: sta ricominciando il periodo esami, ho sempre più fame, sono sempre più un omino MICHELIN, e dubito indosserò un bikini quest'anno.
Piuttosto mi fingo musulmana e indosso uno dei loro abiti lunghi e larghi.
Dopo aver concluso questo monologo, senza averlo neanche letto e corretto, ve lo appioppo così. Anche perchè ho un pochino di sonno.
Spero vivamente che questa notte la zanzara malefica vada a finire nell'orecchio di mia sorella e non nel mio.
Baciozzi, Ludo.
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giovedì 5 giugno 2014
Riepilogo dell'ultimo periodo.
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martedì 6 maggio 2014
Vittima delle scelte.
Ore 6:45 suona la sveglia.
Mi precipito cadendo dal letto per staccarla in tempo, prima di far svegliare mia nonna, la quale nonostante russi nella stanza accanto, riesce a captare ogni suono fino alla distanza di un km.
La stacco, consapevole della sveglia successiva puntata per le 7:00.
Nel quarto d'ora di sonno recuperato, sogno di essermi alzata lavata sistemata, pronta per andare all'università.
Peccato che la sveglia infrange questo sogno felice, per ricordarmi che devo rifare di nuovo tutto.
Ad occhi chiusi inizio a valutare le ipotesi:
1. Se non mi alzo perderò l'autobus ma soprattutto perderò due ore di "Chimica dei materiali" dove la professoressa non fa altro che:
- litigare con il suo MAC ultra-costoso,
- perdere le slides necessarie per la lezione,
- saltare 50 slides con la simpaticissima frase "Vabbè questo ve lo fate voi perchè mi secco"
- spiegare il rimanente appiccicando quattro parole in croce.
2. Se rimango a letto:
- potrò dormire un oretta in più,
- potrò fare finalmente colazione,
- potrò studiare ininterrottamente nella speranza che mia nonna non incominci a stressarmi.
Sono riuscita a dormire per un'altra mezz'oretta, poi mia nonna molto serenamente viene vicino al mio letto e mi sveglia dicendomi:
"Ludo ma dormi? Non vai all'università? Perché? Lo sai che stanno costruendo una tettoia quelli di sotto? Ma lo possono fare? Ma perché il cane della signora di fronte non lo portano fuori?"
In quell'esatto minuto nasceva in me un forte istinto omicida,
In quell'esatto minuto nasceva in me un forte istinto omicida,
peccato che non riusciva a superare l'istinto zombie che mi portava a trascinarmi fino alla cucina.
Dopo aver preparato e bevuto il mio amabile thè accompagnato dalle Desperate Housewives alla tivù, decido di iniziare a studiare, in pigiama mi viene meglio.
Guardo la finestra e vedo il sole.
E' da diversi giorni che non si vedeva, tra freddo gelido, grandinate come piogge di meteoriti e nuvole nere, avevo un po' perso la speranza per questa primavera altalenante.
Allegra e felice riprendo il mio lavoro, quando arriva mia nonna:
"C'è il sole, stendi i vestiti che si asciugano subito"
Riesco a studiacchiare qualche oretta, raggiungendo il traguardo di aver capito un passaggio che mi ha tenuto bloccata per un bel po' di tempo.
Dopo aver pranzato, mi concedo un attimo di relax sul divano e poi riprendo a studiare.
Dopo dieci minutini arriva di nuovo mia nonna:
"Raccogli i vestiti che si sono asciugati e stendi gli altri".
Dopo aver fatto tutto torna da me:
"Ma hai sentito tua sorella? Come le è andato il compito? Mi fai fare una chiamata con il cellulare quanto chiamo a tuo zio? Ma sai, mi hanno detto che è a Roma.. Hai visto Forum? C'era una mamma che diceva al figlio di non preoccuparsi se lo bocciavano.."
Perché non sono andata all'università stamattina?
mercoledì 2 aprile 2014
Crackers.
Seduta sull'autobus, oggi pomeriggio, nell'attesa di tornare a casa prendo dalla borsa i miei crackers. Tutto il giorno all'uni, a pranzo "una crocchetta di patate e spinaci con maxi insalatona" al volo, non ci vedevo più dalla fame.
Dopo aver passato una giornata in borsa, con libri-quaderni-e oggetti necessari per la sopravvivenza, i crackers hanno deciso di ridursi in minuscolissimi pezzettini.
*Flashback* Sono tornata in pochi secondi una bimbina di 6 annetti.
A quell'età non ero ancora diventata una persona timida e riservata, ero piuttosto spigliata e socievole e, per passare del tempo con un bambinetto della mia scuola che mi piaceva, dividevo la merenda con lui. La mattina prima di andare a scuola spezzettavo in miliardi di pezzi i crackers così da rendere la merenda più lunga.
Ero tutta cervello da piccina, adesso mi pongo problemi pure a chiedere come è il tempo.
Che era bello il periodo dell'infanzia.
Sempre di buon umore, divertirsi con le piccole cose, avere in programma solo di finire i compiti presto per poter guardare bim bum bam, per non parlare del pisolino pomeridiano!
Adesso se sono di buonumore è perchè ho dormito qualche oretta in più, penso all'università, a come posizionare gli esami, a riorganizzare i programmi, a quando iniziare il tirocinio, a chi scegliere come relatrice, a quando potrò laurearmi, a trovarmi un lavoro, a farmi una vita, a dimagrire, a trovare la voglia di andare a correre.
Come vorrei poter tornare indietro.
Regalatemi una macchina del tempo.
Dopo aver passato una giornata in borsa, con libri-quaderni-e oggetti necessari per la sopravvivenza, i crackers hanno deciso di ridursi in minuscolissimi pezzettini.
*Flashback* Sono tornata in pochi secondi una bimbina di 6 annetti.
A quell'età non ero ancora diventata una persona timida e riservata, ero piuttosto spigliata e socievole e, per passare del tempo con un bambinetto della mia scuola che mi piaceva, dividevo la merenda con lui. La mattina prima di andare a scuola spezzettavo in miliardi di pezzi i crackers così da rendere la merenda più lunga.
Ero tutta cervello da piccina, adesso mi pongo problemi pure a chiedere come è il tempo.
Che era bello il periodo dell'infanzia.
Sempre di buon umore, divertirsi con le piccole cose, avere in programma solo di finire i compiti presto per poter guardare bim bum bam, per non parlare del pisolino pomeridiano!
Adesso se sono di buonumore è perchè ho dormito qualche oretta in più, penso all'università, a come posizionare gli esami, a riorganizzare i programmi, a quando iniziare il tirocinio, a chi scegliere come relatrice, a quando potrò laurearmi, a trovarmi un lavoro, a farmi una vita, a dimagrire, a trovare la voglia di andare a correre.
Come vorrei poter tornare indietro.
Regalatemi una macchina del tempo.
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giovedì 23 gennaio 2014
Era una giornata buia e tempestosa.......
Ieri sera tentavo invano di scrivere un post dal mio cellulare, mi seccavo accendere il computer. Sono riuscita a creare solo una bozza "intitolata".
Povera me bestiolina.
Volevo rendervi partecipi della giornata pessima che ho avuto e, di come mi sentivo male e inutile.
Ieri ho sostenuto la prova parziale del mio esame (lo scritto in poche parole), e non è andato come speravo. Non l'ho superato. Inizialmente l'avevo presa con filosofia, pensando che tra due settimane ci sarà un altro appello, poi mi è calata la depressione in un baleno.
Ero e sono parzialmente sicura di non farcela, sono geroglifici per me.
Ho pensato seriamente di non farcela più, di mollare, di aver scelto una strada sbagliata, troppo difficile per me e per il mio cervellino.
Effettivamente due anni fa ero indecisa se prendere questa strada, perchè spaventata dalla difficoltà. Ma l'esigenza di un'occupazione futura era la priorità.
Spesso ho queste crisi dove mi butto giù e, decido di scacciare quel poco di autostima rimanente così da potermi piangere addosso (a little bit).
Poi però provo a riprendermi cercando di colmare i brutti pensieri con pensieri buoni e positivi, guardando a quelle mete raggiunte con ottimi risultati sembrate tempo prima montagne insormontabili.
Insomma, ieri per me è stata una giornata cupa, dove sarei stata a dormire tutto il tempo, abbracciata al mio piumone, però il dovere chiamava e io accorro come sempre.
Oggi la giornata si prospettava come quella di ieri, mi sono alzata triste e sconsolata.
Non volevo andare a guardare gli orali dei 3 miei colleghi superstiti, però dovevo anche guardare l'obbrobbrio fatto.
Raggiungo l'uni, guardo l'orale della prima ragazza e nonostante non sia andata brillantemente il prof le assegna un bel 28.
La seconda è la mia amica e collega, poverina entra nel panico e si blocca su ogni domanda.
La rimanda e mi sento in colpa per aver provato un pochino di invidia il giorno prima per il suo esito positivo dello scritto.
La consolo, ed è strano come il modo di vedere le cose cambia da un momento all'altro. Nel tirare su lei, tiravo su anche un pochino il mio umore. Nel tentativo di darle forza ma soprattutto motivazione, mi motivavo anche io.
Ovviamente non sono tornata ad essere la ragazza più felice e contenta di questo mondo, però so che con tanto tanto tanto tanto impegno e mettiamoci in mezzo pure tanto tanto "lato B" , gli obiettivi si raggiungono (si spera).
Adesso non mi resta che sfondarmi di studio. Mia madre mi ha proposto un affare,
(che di affare non ha un bel niente),
mi sveglia e mi prepara la colazione tutte le mattine se mi alzo per studiare alle 6 e mezza.
Ahahahah, non è una battuta. Però è l'unica cosa necessaria. La mente libera e riposata.
Non vado a zappare la terra se no dovrei svegliami ancora prima, quindi mi conviene studiare.
Baci e abbracci cari amici.
La vostra "desperate student" Ludo.
Povera me bestiolina.
Volevo rendervi partecipi della giornata pessima che ho avuto e, di come mi sentivo male e inutile.
Ieri ho sostenuto la prova parziale del mio esame (lo scritto in poche parole), e non è andato come speravo. Non l'ho superato. Inizialmente l'avevo presa con filosofia, pensando che tra due settimane ci sarà un altro appello, poi mi è calata la depressione in un baleno.
Ero e sono parzialmente sicura di non farcela, sono geroglifici per me.
Ho pensato seriamente di non farcela più, di mollare, di aver scelto una strada sbagliata, troppo difficile per me e per il mio cervellino.
Effettivamente due anni fa ero indecisa se prendere questa strada, perchè spaventata dalla difficoltà. Ma l'esigenza di un'occupazione futura era la priorità.
Spesso ho queste crisi dove mi butto giù e, decido di scacciare quel poco di autostima rimanente così da potermi piangere addosso (a little bit).
Poi però provo a riprendermi cercando di colmare i brutti pensieri con pensieri buoni e positivi, guardando a quelle mete raggiunte con ottimi risultati sembrate tempo prima montagne insormontabili.
Insomma, ieri per me è stata una giornata cupa, dove sarei stata a dormire tutto il tempo, abbracciata al mio piumone, però il dovere chiamava e io accorro come sempre.
Oggi la giornata si prospettava come quella di ieri, mi sono alzata triste e sconsolata.
Non volevo andare a guardare gli orali dei 3 miei colleghi superstiti, però dovevo anche guardare l'obbrobbrio fatto.
Raggiungo l'uni, guardo l'orale della prima ragazza e nonostante non sia andata brillantemente il prof le assegna un bel 28.
La seconda è la mia amica e collega, poverina entra nel panico e si blocca su ogni domanda.
La rimanda e mi sento in colpa per aver provato un pochino di invidia il giorno prima per il suo esito positivo dello scritto.
La consolo, ed è strano come il modo di vedere le cose cambia da un momento all'altro. Nel tirare su lei, tiravo su anche un pochino il mio umore. Nel tentativo di darle forza ma soprattutto motivazione, mi motivavo anche io.
Ovviamente non sono tornata ad essere la ragazza più felice e contenta di questo mondo, però so che con tanto tanto tanto tanto impegno e mettiamoci in mezzo pure tanto tanto "lato B" , gli obiettivi si raggiungono (si spera).
Adesso non mi resta che sfondarmi di studio. Mia madre mi ha proposto un affare,
(che di affare non ha un bel niente),
mi sveglia e mi prepara la colazione tutte le mattine se mi alzo per studiare alle 6 e mezza.
Ahahahah, non è una battuta. Però è l'unica cosa necessaria. La mente libera e riposata.
Non vado a zappare la terra se no dovrei svegliami ancora prima, quindi mi conviene studiare.
Baci e abbracci cari amici.
La vostra "desperate student" Ludo.
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lunedì 13 gennaio 2014
Gli studenti mi capiranno.
Quest'immagine mi rappresenta alla perfezione.
Non c'è nient'altro da dire, il mio post finisce qui. Addio.
.
.
.
E invece no, sono disperata e devo raccontarlo a qualcuno.
Mancano esattamente 8 giorni al mio esame, e io sono in altissimo mare, la mia barca sta affondando e le onde dell'abisso del non-sapere mi stanno risucchiando.
Ma perchè ogni anno finisce così? Mi riprometto di studiare, di ammazzarmi di lavoro, di abolire definitivamente la mia vita sociale, di diventare un eremita barbuto e invece mi cullo sul fatto che "c'è ancora tempo".
FRASE TENTATRICE!
A Natale il tempo non è mai abbastanza, tra un'abbuffata e l'altra passano le ore e i giorni, e come per magia ti ritrovi alla vigilia del tuo esame senza capire quale delle tre sorelle Halliwell ti abbia mandato avanti con il tempo.
Adesso devo organizzarmi lo studio in modo tale da capire e assimilare tutta la chimica organica in questo brevissimo lasso di tempo.
Programma:
ore 8:00 sveglia
ore 8:30 inizio a studiare
ore 14:00 pranzo
ore 15:00 riprendo a studiare
ore 21:00 cena
ore 22:00 studio
e sicuramente
ore 22:01 collasso definitivo.
No no no no no no no non ce la posso fare. Help!
Mi servirebbe la scienza infusa, qualcuno me la regala?
Non c'è nient'altro da dire, il mio post finisce qui. Addio.
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E invece no, sono disperata e devo raccontarlo a qualcuno.
Mancano esattamente 8 giorni al mio esame, e io sono in altissimo mare, la mia barca sta affondando e le onde dell'abisso del non-sapere mi stanno risucchiando.
Ma perchè ogni anno finisce così? Mi riprometto di studiare, di ammazzarmi di lavoro, di abolire definitivamente la mia vita sociale, di diventare un eremita barbuto e invece mi cullo sul fatto che "c'è ancora tempo".
FRASE TENTATRICE!
A Natale il tempo non è mai abbastanza, tra un'abbuffata e l'altra passano le ore e i giorni, e come per magia ti ritrovi alla vigilia del tuo esame senza capire quale delle tre sorelle Halliwell ti abbia mandato avanti con il tempo.
Adesso devo organizzarmi lo studio in modo tale da capire e assimilare tutta la chimica organica in questo brevissimo lasso di tempo.
Programma:
ore 8:00 sveglia
ore 8:30 inizio a studiare
ore 14:00 pranzo
ore 15:00 riprendo a studiare
ore 21:00 cena
ore 22:00 studio
e sicuramente
ore 22:01 collasso definitivo.
No no no no no no no non ce la posso fare. Help!
Mi servirebbe la scienza infusa, qualcuno me la regala?
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mercoledì 18 dicembre 2013
Profumo di libertà.
Squillino le trombe,
Rullino i tamburi,
Esulti gente di ogni dove:
ANCHE PER ME E' ARRIVATO IL NATALE!!!!!
Purtoppo però, i sogni sono desideri, e rimangono tali.
Dopo questo masso di materia, costatomi un 26, posso dedicarmi finalmente al mio spirito natalizio.
Rullino i tamburi,
Esulti gente di ogni dove:
ANCHE PER ME E' ARRIVATO IL NATALE!!!!!
Vi chiederete: Come mai tanta gioia nell'annunciare il magico evento?
Bene, c'è una motivazione molto semplice: GLI ESAMI SONO FINITI!
Bene, c'è una motivazione molto semplice: GLI ESAMI SONO FINITI!
Che stress ogni anno questa sessione invernale: poco prima del Natale e poco dopo del Natale.Ma come si fa a godersi questo momento magico luminoso e affascintante, quale il Natale, se si ha il continuo pensiero dello studio?
*Ogni anno mi stapperei i capelli uno ad uno.*
Eppure noi, coraggiosi studenti, ogni anno muniti di tanta pazienza, affrontiamo queste guerre giornaliere e ne usciamo vittoriosi (il più delle volte).
All'università dovrebbero farci un regalo di natale, no?! Magari qualche esame in più sul libretto! :P
Purtoppo però, i sogni sono desideri, e rimangono tali.
Dopo questo masso di materia, costatomi un 26, posso dedicarmi finalmente al mio spirito natalizio.
Cose da fare:
1.Fare spazio per nuovi regali di Natale
2.Fare spazio nello stomaco per i grandi cenoni che mi aspettano
2.Fare spazio nello stomaco per i grandi cenoni che mi aspettano
3.Fare spazio nel portafoglio, spendendo tutto ciò che ho per i regali di Natale
E infine come nota romantica *sweeet*
4.Fare spazio nel cuore per tanto amore familiare.
Infatti la cosa che più amo del Natale è questa: la famiglia.
Infatti la cosa che più amo del Natale è questa: la famiglia.
Ogni giorno ci è accanto, ma credo che solo a Natale la apprezziamo di più; solo a Natale abbiamo quella voglia di divertirci e di passare del tempo insieme.
Nella vita di ogni giorno, ognuno è impegnato nel suo piccolo mondo, ma a Natale siamo tutti pronti a condividere questo mondo con gli altri, svuotarlo dallo stress accumulato e riempirlo di affetto.
Perchè l'affetto si sente nell'aria.
Si vede nel sorriso di mio padre, nell'abbraccio dei miei nonni, nelle storie buffe e comiche delle mie cugine, nella passione di mia sorella, nei piatti prelibati di mia madre.
Amo il Natale, vorrei fosse tutto l'anno.
Ludo.
Si vede nel sorriso di mio padre, nell'abbraccio dei miei nonni, nelle storie buffe e comiche delle mie cugine, nella passione di mia sorella, nei piatti prelibati di mia madre.
Amo il Natale, vorrei fosse tutto l'anno.
Ludo.
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