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giovedì 16 gennaio 2014

Flusso di coscienza / (Nonsense 2.0)

Mi sveglio presto, verso le 4:45, mia madre deve partire per qualche giorno, la saluto e torno a dormire.
Non riesco a prendere sonno, cosciente del fatto che tra circa un'ora dovrò svegliarmi per accompagnare mia sorella a scuola.
Riusciamo a sistemarci e fare colazione in tempo per uscire a prendere il bus.
Le strade sono ancora bagnate, il temporale notturno le aveva inondate per bene.
Scendiamo alla nostra fermata e ci incamminiamo verso la scuola, la sua scuola, la mia scuola di qualche anno fa.
Ripercorrere la strada mi fa tornare in mente tantissimi ricordi, li conservo in un angolino del mio cuore e proseguo.
Dopo aver compiuto il mio dovere decido di fare una passeggiata prima di raggiungere mio padre. Le strade a quell'ora della mattina sono più o meno affollate, in base ai luoghi di punta (scuole o uffici).
Decido di passare dalla parte più desolata, ammirando il paesaggio della bella Messina al chiarore.
Qualche raggio di sole spunta in mezzo a qualche nuvolone residuo e si specchia sul mare, così decido di immortalare quel momento magico.
Stranamente non fa molto freddo, oppure non lo sento io visto che ho tre strati di vestiti.
Le cipolle mi fanno un baffo.
Mi rilasso camminando e, a differenza di come faccio sempre, decido di non ascoltare musica, apprezzo il silenzio che mi circonda e il venticello che mi sfiora il viso.
Il sole decide di sorgere e, con il sorriso stampato in faccia raggiungo mio padre.
Apro il mio nuovo libro e mi eclisso dal mondo.
Il Palazzo della Mezzanotte, mi sono innamorata di come scrive Carlos Ruiz.
Le avventure passano e le lancette si muovono.
Mia sorella viene presa, qualche ilarità in macchina, e si torna a casa.
Pranziamo con una tranquillità quasi aliena, si sente proprio che mia madre non è in casa.
Dopo il pranzo, un sonno terribile assale me e mia sorella.
Il letto ha la meglio per qualche ora.
Mi sveglio e vista la situazione di esami imminenti, mi metto a studiare.
Thè pomeridiano, pane caldo appena sfornato, cena.
Limiteless e Robinson.
Letto.

domenica 12 gennaio 2014

Solo per pantofolai numeri 1.

Questo post probabilmente non verrà letto da molta gente, visto che oggi è (o forse dovrei dire ieri) SABATO.

Tutte le persone normali, in questo giorno della settimana, si riuniscono al centro per girarsi allegramente i pollici in compagnia.

Ma Ludo, perchè dici così? 
-Perchè in questa città non si fa niente. 
O vai al duomo a guardare la gente che passa, oppure vai in qualche pub super affollato, dove puoi bere qualcosa "FISICAMENTE in mezzo alla strada" e guardare la gente che passa.

Se invece ti vuoi spostare in qualche punto di ritrovo in provincia, puoi andare "al Borgo", a vedere la gente che passa, o che si affaccia dal balcone.

Perchè ormai si fa solo questo, o guardi o ti fai guardare.

Che noia.
La cosa che ha il potere di salvare la serata è la compagnia.
Se la comivitiva è quella giusta allora lo spasso è assicurato, se sei in pessima compagnia la serata può buttarsi direttamente nel cestino.

(TRUE STORY)

Per questo certe volte, sento la necessità di ritagliarmi un momentino per me, rimanere a casa sul divano a guardare un bel film, con un MAXI pigiamone accucciata sotto il piumone, nel pieno relax.
(Famiglia permettendo)

Un buon thè caldo e qualche dolcino che non guasta mai.

(questa è una serata di quelle)

Perchè coccolarsi fa bene.

Molta gente amante della vita mondana si starà mettendo le mani ai capelli;
ebbene sì, sono una PANTOFOLAIA nel cuore.

Chi non lo è almeno un briciolino? 



Buon fine-settimana gente!